VERCELLI - Pane di Altamura taroccato - La frode commerciale scoperta dalla Guarda Forestale, che riceve i complimenti dal Consorzio di Tutela
Agente della Forestale mentre ispezione il pane di Altamura taroccato a Vercelli
Gli uomini del Comando Stazione di Vercelli del Corpo Forestale dello Stato, con il supporto dei colleghi del Comando di Varallo Sesia, hanno intensificato i controlli relativi alla commercializzazione di DOP (Denominazione di Origine Protetta). Ne dà notizia il Comandante della Stazione di Vercelli del Corpo Forestale dello Stato, Alessandro Gabrielli.
In particolare, presso due esercizi commerciali della città, hanno accertato la vendita di comune pane di semolarimacinata spacciato per “Pane di Altamura”.
Il caratteristico pane pugliese è tutelato da uno specifico e rigido disciplinare di produzione sin dal 2001 che prevede che il prodotto debba essere posto in commercio in tranci non inferiori a kg 0.5 e, in ogni caso, con un bollino in materiale biologico riportante le caratteristiche del prodotto e la sua denominazione: Pane di Altamura.
I negozianti vercellesi esponevano il prodotto nel banco vendita pubblicizzandolo con cartelli indicanti “Pane di Altamura”, inducendo il consumatore a credere di acquistare la rinomata DOP, quando in realtà lo stesso si trovava ad acquistare del comune pane di semola rimacinata.
Le indagini della Forestale hanno consentito, attraverso la verifica della documentazione contabile, di tracciare a ritroso il percorso del prodotto.
Gli agenti della Forestale sono così risaliti, in uno dei due casi, ad una ditta di Biella che acquistava il pane all’ingrosso,
come “pane di semola rimacinata”, presso un fornaio di Altamura non assoggettato alla struttura di controllo Consorzio di Tutela del Pane di Altamura. Nella successiva fase di rivendita ai commercianti (tra cui, appunto, uno dei due controllati a Vercelli), il pane subiva in fattura la trasformazione in “Pane di Altamura”.
Nel secondo caso, invece, artefice della truffaldina trasformazione in DOP era direttamente il commerciante vercellese. Infatti, dai controlli incrociati eseguiti dal Comando CFS di Montescaglioso (MT), l’intermediario dal quale il negoziante piemontese si riforniva, una ditta della provincia di Matera, fatturava correttamente il prodotto all’origine.
Sono così scattate le denunce per frode aggravata nell’esercizio del commercio per le quali i negozianti vercellesi ed il titolare della ditta di commercio all’ingrosso di Biella rischiano fino a 2 anni di reclusione ed Euro 2.065 di multa.
Nell’ambito dei medesimi controlli gli uomini del Corpo Forestale dello Stato hanno provveduto altresì ad elevare sanzioni amministrative per un totale di Euro 18.000,00.
Il Comandante della Stazione CFS di Vercelli, Alessandro Gabrielli, precisa che “i controlli, relativi a tutte le Denominazioni protette ma anche alla contraffazione in generale di prodotti agro-alimentari e alla loro corretta etichettatura ed immissione in commercio, proseguono su tutto il territorio di nostra competenza”.
Il Presidente del Consorzio di Tutela del Pane di Altamura, Giuseppe Barile, ha voluto dichiarare in merito
“Mi congratulo con il Corpo Forestale dello Stato per la preziosa attività di controllo mirata ad eliminare queste contraffazioni ai danni dei consumatori oltre che della struttura che rappresento. L’operato degli agenti del CFS è estremamente prezioso per la tutela di questo nostro prodotto di eccellenza che vanta sempre più riconoscimenti e curiosità, come testimoniato anche dal recentissimo successo ottenuto presso il 16° Salone Internazionale dell’Alimentazione – Cibus 2012 – tenutosi a Parma”.